Scegliere il lucernario sbagliato per tipo, materiale o posizionamento ha conseguenze concrete: più dispersione termica, manutenzione più complicata, in certi casi anche un punto di rischio per chi lavora in copertura.
Cupole puntuali o lucernari continui
Le cupole puntuali coprono una singola apertura, in genere quadrata, rettangolare o circolare, e si usano per illuminare punti specifici o piccole-medie superfici. I lucernari continui, montati a shed o lungo l’intera falda, illuminano grandi superfici in modo uniforme. Sono la scelta tipica per magazzini e capannoni produttivi dove serve luce naturale diffusa su tutta la pianta, non concentrata in pochi punti.
Materiali
Il policarbonato è lo standard per l’industria: leggero, resistente agli urti, disponibile a parete singola, doppia o tripla per isolamento crescente. Il PMMA si usa quando serve maggiore trasparenza estetica, con una resistenza meccanica inferiore al policarbonato. Il vetro resta un’opzione per applicazioni specifiche, ma è più pesante e meno comune nei capannoni industriali per via dei costi della struttura di supporto.
Normativa di riferimento
Le cupole puntuali in materiale plastico seguono la UNI EN 1873, che fissa le specifiche di prodotto e i metodi di prova. I lucernari continui in plastica seguono la UNI EN 14963. Sono norme di prodotto, certificano il singolo elemento. La valutazione sulla copertura nel suo complesso, compresa la resistenza ai carichi di neve e vento previsti per la zona, resta un passaggio separato.
Efficienza energetica
Il D.Lgs. 192/2005 e il D.Lgs. 311/2006 fissano la trasmittanza termica massima per serramenti e lucernari in base alla zona climatica dell’edificio. La Sicilia è prevalentemente in zona B o C, meno severa rispetto al nord Italia. La scelta tra parete singola, doppia o tripla del policarbonato incide comunque sui consumi di riscaldamento e raffrescamento, soprattutto su grandi superfici continue.
La sicurezza in copertura
I lucernari, soprattutto quelli puntuali, possono diventare un punto di caduta se chi lavora sul tetto non sa dove sono o cammina sopra superfici non calpestabili. Il D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di questo rischio per qualsiasi intervento di manutenzione in copertura. Su un tetto con lucernari, le linee vita e i parapetti vanno pensati nello stesso progetto, fin dall’inizio.
Cosa orienta la scelta in pratica
La superficie da illuminare e come distribuirla, il grado di isolamento richiesto dalla destinazione d’uso dell’edificio, l’eventuale necessità di apertura per ventilazione giornaliera o evacuazione fumi (alcuni lucernari si dimensionano anche per questa doppia funzione), e il tipo di copertura esistente, che condiziona i sistemi di fissaggio e i basamenti disponibili.
Su un capannone, lucernari, evacuatori di fumo e calore e linee vita finiscono spesso sullo stesso tetto e nello stesso cantiere. Ferranova li gestisce insieme, dal sopralluogo alla documentazione finale, per evitare di tornare più volte sulla stessa copertura con squadre e tempi diversi.